La residenza fiscale delle persone fisiche.

La residenza fiscale viene disciplinata in Italia dall´art. 2 del TUIR.

Ai fini delle imposte sul reddito sono considerati non residenti coloro che

  1. non sono iscritti nelle anagrafi comunali dei residenti per la maggior parte del periodo d’imposta, cioè per almeno 183 giorni (184 per gli anni bisestili),
  2. non hanno, nel territorio dello Stato italiano il domicilio (sede principale di affari e interessi). Per interessi, non deve intendersi la mera sfera economica a patrimoniale, ma anche la sfera morale, sociale e familiare della persona.
  3. non hanno la residenza (dimora abituale).

Qualora sussista anche una sola delle condizioni menzionate, è sufficiente a far ritenere un soggetto residente fiscalmente in Italia.

Se manca anche una sola di queste condizioni i contribuenti interessati sono considerati residenti pertanto l´iscrizione all´AIRE, albo degli italiani residenti all´estero, da farsi presso l´Ambasciata d´Italia o presso il Comune di residenza in Italia, è indispensabile per sostenere la residenza fiscale all´estero, pur non costituendo l´elemento determinante per stabilire la residenza fiscale.

Inoltre, occorre non dimenticare che i non residenti in Italia che hanno prodotto redditi o possiedono beni immobili in uno Stato sono tenuti a versare le imposte allo Stato dove sono ubicati, salvo eccezioni previste da eventuali Convenzioni per evitare le doppie imposizioni stipulate tra lo Stato italiano e quello di residenza. A tal fine, si ricorda che per tutto ciò che concerne gli immobili, i redditi vanno fiscalizzati nel paese dove sono localizzati, salvo poi „mondializzarli“ nel paese dove si è residenti fiscalmente.

Una particolare attenzione è da attribuire al fatto che si considerano residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato. La Repubblica Ceca non rientra tra questi stati.

In Repubblica Ceca, la residenza fiscale viene disciplinata nell´art. 2, comma 2 della Legge sulle imposte sui redditi e stabilisce che è residente fiscale ceco il soggetto che l´abitazione nel territorio ceco, ovvero, dove si trattiene abitualmente (pertanto, concettualmente, i criteri sono molto simile a quelli previsti dal TUIR, ossia la abitazione continuativa, il centro dei propri interessi economici ed affetti, il fatto di essere abitualmente presente). La residenza fiscale ceca, implica che tutti i redditi perodotti in altri stati debbano essere mondializzati in Rep. ceca

I rapporti tra Italia e Repubblica Ceca, sono inoltre disciplinati dalla Convenzione contro la doppia imposizione esistente tra i due paesi (Convenzione firmata a Praga il 5 maggio 1981 e ratificata con legge n. 303 del 2 maggio 1983. In vigore dal 26 giugno 1984). In particolare l´art. 4 definisce il concetto di „residente“ che recita come segue:

1. Ai fini della presente Convenzione, l'espressione "residente di uno stato contraente" designa ogni persona che, in virtu' della legislazione di detto Stato, è assoggettata ad imposta nello stesso Stato, a motivo del suo domicilio, della sua residenza, della sede della sua direzione o di ogni altro criterio di natura analoga. Tuttavia, tale espressione non comprende le persone che sono imponibili in questo Stato soltanto per il reddito che esse ricavano da fonti situate in detto Stato.

2. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona fisica è residente di entrambi gli Stati contraenti, la sua situazione è determinata nel seguente modo:

a. detta persona è considerata residente dello Stato contraente nel quale ha una abitazione permanente; se dispone di un'abitazione permanente in entrambi gli Stati contraenti, essa è considerata residente dello Stato contraente nel quale le sue relazioni personali ed economiche sono più strette (centro degli interessi vitali);

b. se non si può determinare lo Stato contraente nel quale detta persona ha il centro dei suoi interessi vitali, o se la medesima non ha una abitazione permanente in alcuno degli Stati contraenti, essa è considerata residente dello Stato contraente in cui soggiorna abitualmente;

c. se detta persona soggiorna abitualmente in entrambi gli Stati contraenti ovvero non soggiorna abitualmente in alcuno di essi, essa è considerata residente dello Stato contraente del quale ha la nazionalità;

d. se detta persona ha la nazionalità di entrambi gli Stati contraenti, o se non ha la nazionalità di alcuno di essi, le autorità competenti degli Stati contraenti risolvono la questione di comune accordo.

3. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona diversa da una persona fisica è residente di entrambi gli Stati contraenti, essa è considerata residente dello Stato in cui si trova la sede della sua direzione effettiva.

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